

Le vigne di Chateau Musar sono situate a circa 1000 metri di altitudine nella fertile Valle della Bèkaa, in Libano, e sono coltivate dal 1987 secondo i dettami dell'agricoltura biologica.
Byron è un azienda del Gruppo Mondavi, locata nella deliziosa Santa Maria Valley, California, stato americano di eccellenza nella produzione enologica americana.
Klinec, grande produttore biodinamico sloveno, ha saputo dare nuovo lustro ad un vitigno, il Pinot Grigio, un pò trascurato negli ultimi anni e che invece ha grande stoffa se vinificato con cura e attenzione.


Banzai è una parola giapponese che significa "diecimila anni (di vita)", lunga vita, e Sandra è la mitica Untoccodizenzero che ormai oltre ad essere food-blogger sta diventando una cuoca molto brava, della serie cuocaadomicilio...
Il 9 giugno sono andato, in compagnia dell'amico sommelier Enio, a provare la sua cucina al Brunch del Sabato, in occasione dell'ultimo appuntamento "zenzeroso" al RossoRubino, splendida enoteca in Via Madama Cristina 21 a Torino, zona San Salvario.
Il Brunch del Sabato, che riprenderà a settembre, è una sorta di pranzo alternativo in cui si cerca di privilegiare la fantasia e la creatività della proposta alla quantità presente nel piatto, il tutto affidato a Untoccodizenzero.
Io ho assaggiato crema speziata di carote e mais, cake di melanzane e pomodorini, bicchierino di mozzarella di bufala e pomodorini con olioextravergine di oliva, salmone marinato e salsa di senape, cous cous tricolore...tutto molto buono.
Il vino abbinato al grande monopiatto era il Prabì Igt Trentino di Cesconi, un ottimo (nel rapporto qualità/prezzo: siamo a 7,5 euro a bottiglia) bianco da uve Manzoni, Riesling e Pinot Bianco., molto piacevole a bersi. I Cesconi sono vignaioli di antica data, dal 1751!
Sandra si aggirava fra i tavoli, a spiegare, a consigliare...molto "chiccosa" con la sua giacca bianca e risvolti rossi (non esistono ancora foto, ma rimedieremo).
Lode al patron Andrea Gazzera, gran conoscitore di vini e collezionista di magnum (impressionante la presenza di quest'ultime sul bancone di vendita) con un unico appunto: fai preparare anche i dolci da Sandra e includili nel brunch magari con un "piccolo" ritocco al prezzo (15 euro).
Durante il pranzo ho scoperto l'esistenza di un sale speziato buonissimo, usato dalla cuoca, e prodotto in Galles da Halen Mon: si tratta del Spice Sea Salt con erbe bio fra le quali cumino, coriandolo, cannella, zenzero...strepitoso!
I prezzi onestissimi praticati al dettaglio da RossoRubino mi hanno incentivato ad uscire dal locale a mani "piene": una bottiglia di Trebbiano d'Abruzzo 2005 di Emidio Pepe, una di Ageno 2004 di La Stoppa e una chicca di birra artigianale toscana, la Bruton di Bruton.
Banzai Sandra, Banzai Andrea!
www.halenmon.co.uk
www.cesconi.it

In questa foto sono visibili da sx a dx: Antonello Magistà, Eric Vassallo (Slowfood Torino), Enza (sorella e aiuto di Maria), Simona ( ottima direttrice di sala- Eataly) e mamma Maria Magistà...non visibili ma bravi altrettanto gli altri componenti della brigata Pashà fra cui due cuochi stagisti stranieri: un brasiliano e una giapponese. Notare l'allegria del gruppo che al momento della foto non aveva ancora stappato le bottiglie del vino...
Il menù comprendeva: sfornatino di sponzali con fonduta di pecorino di masseria, minestra di fave e cicorie in crosta di pane, orecchiette di grano arso con cacioricotta,pomodorini e basilico (da urlo!), cartoccio al forno con agnello,patate e lampascioni (altro urlo!) e souffle di mandorla e arancia con salsa di cioccolato amaro; inoltre deliziosi piccoli panini di diversa fattura, taralli fatti in casa e uno straordinario olio extravergina d'oliva del Frantoio D'Orazio altra nota realtà di Conversano, terra di Puglia.
A seguire due vini dell'azienda Alberto Longo, che dal 2000 sta facendo ottime cose in quel di Lucera (FG) dando ampio spazio alla rivalutazione dei vitigni autoctoni pugliesi: per primo Le Fossette 2006 da uve Falanghina di Lucera (da non confondere con la Falanghina Campana) e Le Cruste 2005 da uve di Nero di Troia.
La vera sorpresa della serata è stata, a detta anche di alcuni esperti presenti al mio tavolo, una bottiglia di un piccolo produttore di Manduria (TA): l'Old Vines 2004 di Gaetano Morella da uve Primitivo. Morella è un' azienda agricola nata nel 2000 , che possiede cinque ettari di vigneti antichi di uve primitivo e malbek a solo due chilometri dal mare e si avvale dell'opera di una winemaker australiana, Lisa Gilbee (moglie di Gaetano Morella), molto brava a lavorare con le uve del Sud Italia. Veramente un'ottima bottiglia e una azienda da seguire con attenzione, anche se per ora non possiede un sito web (unica nota dolente...)
Alla fine abbiamo stappato una bottiglia di delizioso Passito Le Briciole 2001 da uve Malvasia Bianca e Chardonnay della Masseria Monaci di Copertino (LE), famosa per il suo ottimo lavoro sulle uve autoctone di Malvasia Nera e Negroamaro.


Fine aprile di allegria e gita a Roma, città di eterna bellezza e fascino ammalliatore, a trovare due grandi amici: Giuseppe (nella foto mentre si gusta un Habana autentico...), ricercatore di medicina naturale e Mara (Maruzzella) neopatrona di un carinissimo ristorante sito in pieno centro, a due passi da Largo di Torre Argentina, il ristorante si chiama Cuore-Cucina Sentimentale, e già il nome è tutto un programma.
Mara è una donna di grande cultura con cui è piacevole soffermarsi a chiacchierare, è una esperta blogger, profonda conoscitrice del mondo del cibo e del vino (soprattutto bollicine...) , è amante dei sigari e ha avuto la capacità di trovare un ottimo chef per il suo ristorante, trattasi del giovane e talentuoso Mario Amari, di origini e "profumi" siciliani...
I piatti che ho degustato mi hanno aperto una porta sulla cucina del Centro-Sud Italia e sulla sua bontà fatta di alimenti semplici ma preziosi: la pasta, il pomodoro, l'origano,il cacio, le fave fresche,il pesce, la mozzarella, il pane fatto in casa,l'olio...tutto riporta alla genuinità e alla salvaguardia dei prodotti tipici...in questo ristorante non c'è traccia di omologazione, di standarizzazione: ogni piatto è originale nel suo semplice e delicato accostarsi alla tradizione, qui patrona e chef vogliono portare al desco piatti che sappiano trasmettere il "cuore" di chi produce le materie prime,di chi le trasforma. e di chi le serve.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal dilungarsi di Mara sui fornitori della sua cucina mentre mi portava a visitare la cantina (che bottiglie!) e il magazzino sotterraneo (c'è pure un resto di marmo antico romano da vedere e toccare, dicono porti fortuna...), e sull'importanza della scelta delle materie prime; devo dire che questo è uno dei primi casi che mi capita di incontrare in cui il ristoratore mette in risalto i fornitori, a breve credo che compariranno anche sul menù...
Mentre assaggio i piatti preparati da Mario Amari, bella mano con ampi margini di miglioramento e questo gli dà la possibiltà, nel prossimo futuro, di divenire un grande chef, penso ai prodotti che stanno dietro a queste preparazioni: all'olio extravergine d'oliva Colle dei Frati Sabina dop prodotto dalla simpatica famiglia Rosati in quel di Coltodino (RT), alla superba pasta di Gragnano prodotta dal piccolo pastificio artigianale Faella; per Mara questi sono il vero olio e la vera pasta...
Applausi anche per i diversi tipi di pane prodotti in casa da Mara con lievito naturale e farine biologiche dell'ottimo Molino Conti di Castel Madama (RM) che lavora da tre generazioni con l'antico metodo della macinazione a pietra.
Sulla carta dei vini ho visto alcune chicche, fra cui un Pinot Grigio 05 di Borgo San Daniele che mi attirava assai, ma Mara-Amorino ha scoccato una delle sue frecce scegliendo di aprire una bottiglia di Valle d'Aosta Nus Malvoisie di La Crotta di Vegneron cooperativa in quel di Chambave (AO), tanto per farmi sentire vicino alle mie natie montagne...un ottimo rapporto qualità-prezzo, piacevole alla beva, fresco e minerale.
I piatti degustati meritano spazio e commenti in un ulteriore post, nel frattempo non mi resta che consigliarvi di andare a trovare Mara e Mario al loro ristorante Cuore prima che diventi un luogo di culto con lista d'attesa lunga così...con tanti stranieri (a proposito qui le lingue le parlano davvero a cominciare da un'ottimo tedesco), e non andate via senza aver assaggiato una fetta del Parma stagionato 20 mesi della Antica Ardenga che tengono nascosto in cantina fra resti romani e grandi baroli...
Ristorante Cuore
Via Monterone 14 - 00186 ROMA
tel. 06 68801687
www.ristorantecuore.it
http://ilblogdicuore.wordpress.com/
www.rosatiagriolio.it
www.regione.vda.it/agricoltura/vini/coop-vegneron.asp
www.anticaardenga.it
www.ifen.net (a proposito delle ricerche di Giuseppe)

Questa foto rappresenta una importante realtà vinicola dell'Emilia Romagna, l'azienda Tre Monti di Imola (BO), che ho avuto l'onore di incontrare qualche sera fa durante una cena organizzata dalla Condotta Slowfood di Torino Città al ristorante Spazio presso la prestigiosa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
La serata verteva sulle proprietà dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, ottimamente rappresentato dall'Acetaia Malpighi, e sul suo uso in cucina, e qui dobbiamo applaudire ai piatti preparati dal giovane chef Daniele Santovito che insieme a Marilena Fogliatti è il cuore di questo raffinato ristorante.
Ma il clou della serata è stato l'incontro con Vittorio Navacchia e sua moglie Roberta, ambasciatori dei vini Tre Monti...e che ambasciatori, disponibilissimi, di una semplicità e di una umiltà che indica una vocazione a rispettare le idee altrui e un impegno "vero" nel sociale (loro non lo hanno detto ma io so che è così), oltre un grande amore per la loro terra e i loro vini.
Il primo vino assaggiato è stato un Albana di Romagna Vigna della Rocca 2005, seguito da un piacevolissimo Colli d'Imola Boldo 2004 taglio di sangiovese di romagna, merlot e cabernet sauvignon (di cui ho sentito parlare bene anche da Sandro Ostorero patron del Phoenix di Condove, uno dei migliori palati del Piemonte...), al centro una superba bottiglia Sangiovese di Romagna Superiore Thea 2004 che ha però ancora bisogno di riposare in cantina per esprimere al massimo le sue potenzialità (grandi voti da tutte le guide!) e a chiusura di una serata tutta di scoperte una piccola ma deliziosa bottiglia di Albana di Romagna Passito 2005.
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L'azienda Tre Monti si compone di due poderi uno a Imola, dove nasce agli inizi degli anni Sessanta e dove oggi si cerca di potenziare la coltivazione delle uve per i vini bianchi, e uno sulle colline di Faenza, a Petrignone, prospiciente il mare Adriatico, dedicato ai grandi vini rossi; il tutto per un totale di circa 55 ettari. Il metodo di coltivazione scelto è quello della lotta integrata e ultimamente è cresciuta in loro anche la consapevolezza di usare meno chimica in cantina e di lasciare che i vini esprimano, ogni anno in modo diverso, le loro peculiarità...insomma un albana è un albana, ed è inutile cercare di imitare uno chardonnay (bravi!).
Parlando a fine serata con Vittorio e Roberta ho fatto loro notare che alcune parti del loro pur ben fatto sito web erano da aggiornare e sviluppare... e con grande meraviglia pochi giorni dopo ho scoperto che avevano aggiornato tutto quanto (detto-fatto), stupore di fronte alla velocità di trasformare in realtà qualcosa che era solo parole, svegli non solo in vigna e in cantina...
Il prossimo 5 marzo, a Piacenza, nella prestigiosa cornice della "Volta del Vescovo" l'azienda Tre Monti sarà presente alla degustazione organizzata da Mosaico Piacentino insieme a Convito di Romagna...guardate i siti web per identificare le aziende partecipanti e poi scaricate l'invito e volate a Piacenza...
Voglio concludere con una foto in cui si vedono Vittorio e suo fratello David che camminano in mezzo alle loro vigne, chissà se pensano a qualche nuovo vino...

www.tremonti.it
www.ristorantespazio.com
www.acetaiamalpighi.it
www.mosaicopiacentino.it
www.convitodiromagna.it