tirebouchon a cavoretto

un cavatappi alla ricerca della bottiglia perfetta... tutto preso da libri e giornali
domenica, 14 ottobre 2007

Trasferimento!

Cari amici e amiche,
 Tirebouchon si trasferisce causa la troppa spam che riceve sui commenti e che Splinder non riesce a contrastare, ma non solo, sono cambiato, il mio lavoro è cambiato, gli impegni si sono aggravati come peso e fatica, il tempo scarseggia e non riesco più ad andare per vigne e cantine come un tempo.
Continua la mia passione per il buon vino e il buon cibo, che condivido con la mia cara amica, torinese anche lei, Sandra di "Un tocco di zenzero", gli amici di AIS e Slowfood e i tanti bloggers di valore che in questi ultimi anni ho conosciuto.
Se volete continuare a leggermi mi trovate qui in mezzo a libri, bottiglie, giornali, sul nuovo blog http://cavorettoedicola.blogspot.com
e anche qui sul nuovo microblog sperimentale
http://twitter.com/tirebouchon


dsc_8899
Ciao a tutti!


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categorie: trasferimento
sabato, 14 luglio 2007

Una settimana di grandi bottiglie

Quella appena passata è stata una settimana di grandi bottiglie, perchè a volte nella vita qualche soddisfazione bisogna pur prendersela...
Il vino se di qualità eccelsa può riconciliarti con la vita e darti una visione più ottimistica della capacità umana di saper trasformare il grezzo metallo in oro fino.
Le prime tre bottiglie le ho degustate con l'amico sommellier Enio e altri amici presso uno dei miei ristoranti preferiti, il Phoenix di Condove (TO) che ha la grazia di avere una delle più "fornite"e intelligenti cantine del Piemonte e i prezzi onesti (qualità rara).
Gravner New ws
La prima bottiglia è stata un Breg Anfora 2001 di Gravner, viticoltore in località Lenzuolo Bianco ad Oslavia (GO), terra di confine fra Italia e Slovenia, produttore qualche anno fa ignorato dai media del settore e ora , al culmine di un grande successo internazionale, osannato da tutti.
Gravner è stato ed è uno sperimentatore, un alchimista dell'uva, e come tale va avvicinato con il dovuto rispetto...così i suoi vini.
Il Breg è formato da Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio e Riesling, viene fatto fermentare in grandi anfore di terracotta seppellite nella terra fino al collo, come fanno anche alcuni vignaioli georgiani (i cui vini sono ora importati da Velier) e come facevano gli antichi romani...la temperatura non è controllata, non vengono aggiunti lieviti, non si filtra...insomma si prega...tanto!
Gravner possiede un sito web originale e molto moderno, da applausi.
La seconda bottiglia è stata il Bianco di Chateau Musar 1997, un vino straordinario per la sua originalità e per il suo perfetto equilibrio fra grassezza e mineralità, ricavato da due vitigni autoctoni: obeideh e merwan.
Ch_Blanc_large_2 chateau musarLe vigne di Chateau Musar sono situate a circa 1000 metri di altitudine nella fertile Valle della Bèkaa, in Libano, e sono coltivate dal 1987 secondo i dettami dell'agricoltura biologica.
Molto importante, il Bianco di Chateau Musar deve essere servito a temperatura di cantina (15°), e bisogna aprirlo con un certo anticipo. Personalmente stravedo per i vini di questa azienda libanese, anche per i loro superlativi rossi!
La terza bottiglia è stata invece un omaggio agli amici di oltreoceano, un Pinot Noir Byron 1998, un vino molto buono e piacevole sulla scia dei cugini francesi di Borgogna.
byron pinot noirByron è un azienda del Gruppo Mondavi, locata nella deliziosa  Santa Maria Valley, California, stato americano di eccellenza nella produzione enologica americana.
La quarta bottiglia, un Sivi Pinot 2004 di Klinec, proviene dalla mia riserva speciale ed è stata degustata insieme a Sandra - Untoccodizenzero durante un pranzo dagli amici del Ristorante Cubico di Torino (che sopportano le mie bizze enologiche).
sivip160 klinecKlinec, grande produttore biodinamico sloveno, ha saputo dare nuovo lustro ad un vitigno, il Pinot Grigio, un pò trascurato negli ultimi anni e che invece ha grande stoffa se vinificato con cura e attenzione.
Ottima bottiglia, un vino sapido, minerale, ben equilibrato, di piacevolissima beva.
Quattro vini da tenere in cantina, quattro vini da segnare in agenda, ma soprattutto quattro vini da bere appena si può!

www.gravner.it
www.chateumusar.com
www.byronwines.com
www.klinec.si
www.ristorantephoenix.com
www.cubicoristorante.it
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venerdì, 29 giugno 2007

Pesca tabacchiera

pesca_tabacchiera slowfood
Stamani ho visto in vetrina nel negozio di alimentari in piazza a Cavoretto delle pesche di strana fattura, mai viste prima, piccole e schiacciate nella forma; incuriosito ho chiesto all'amico Mario Capone che governa il reparto frutta e verdura di darmi lumi.
Mi ha spiegato che il loro nome è pesca tabacchiera, una varietà rara coltivata nella zona dell'Etna in Sicilia, ed è pure un presidio Slowfood.
Piacevole scoperta, anche per quello che riguarda il gusto, dolce, delicato, un gusto non più facile a trovarsi nella frutta che si compra oggi, troppo spesso acquosa e priva di sapore.
La pesca tabacchiera è a pasta bianca, profumata, se la trovate al mercato o in vacanza in Sicilia non perdete l'occasione di assaggiarla, è strepitosa!
Per approfondire la sua conoscenza date un'occhiata al presidio Slowfood  e qui http://editore.slowfood.com/editore/riviste/slowfood/IT/04/slow4_14.pdf
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giovedì, 28 giugno 2007

Vino tedesco

VOGEL
M
ichele, che vive qui in piazza a Cavoretto, condivide con me l'amore per il buon vino e per la buona birra ( Baladin), è un giovane manager e da uno dei suoi viaggi (Germania) mi ha portato una bottiglia da 1 litro di vino bianco. Quasi scusandosi, sa che mi spaccio come intenditore di vino, per l'insolito formato e per il tappo a vite (sempre più usato nei paesi di lingua tedesca), mi dice che è un vino leggero, da pasto, niente di chè ma buono.
Io rimango perplesso di fronte al tappo a vite, più tardi vedrò sul web che è usato anche con successo nell'invecchiamento dei riesling o di vini pregiati, lo metto al fresco, sono titubante di fronte a questa bottiglia...
Una volta aperto si rileva un ottimo vino, assai piacevole a bersi (e la piacevolezza alla fine è il mio vero metro di giudizio), privo di quei solfiti fastidiosi che sono causa di mal di testa.
Ah che sorpresa questa umile, in apparenza, bottiglia di Grauer Burgunder ( Pinot Grigio) prodotta da Weingut Vogel in quel di Vogtsburg, Baden, Germania, a 25 km dalla bellissima città di Freiburg e a 10 km dal confine francese, clima mite e tante ma tante vigne.
Il Baden è la zona vinicola più grande della Germania: i vitigni che la fanno da padrone sono il muller-thurgau e il grauer burgunder, danno vini leggeri ma assai buoni.
A Vogtsburg ci sono 6 cooperative, 30 aziende vinicole, e 1000 vignaioli; ogni tre anni (il prossimo sarà nel 2008) si tiene l'International Grauburgunder Symposium, un evento dedicato ai pinot grigi di tutto il mondo.
Grazie Michele, e cin cin ai molti tedeschi che vivono a Cavoretto!

www.birreria .com
www.weingut-vogel.com
http://www.vogtsburg-im-kaiserstuhl.de

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categorie: amici, vini autoctoni
venerdì, 22 giugno 2007

Banzai Sandra!

rossorubino

Banzai è una parola giapponese che significa "diecimila anni (di vita)", lunga vita, e Sandra è la mitica Untoccodizenzero che ormai oltre ad essere food-blogger sta diventando una cuoca molto brava, della serie cuocaadomicilio...
Il 9 giugno sono andato, in compagnia dell'amico sommelier Enio, a provare la sua cucina al Brunch del Sabato, in occasione dell'ultimo appuntamento "zenzeroso" al RossoRubino, splendida enoteca in Via Madama Cristina 21 a Torino, zona San Salvario.
Il Brunch del Sabato, che riprenderà a settembre, è una sorta di pranzo alternativo in cui si cerca di privilegiare la fantasia e la creatività della proposta alla quantità presente nel piatto, il tutto affidato a Untoccodizenzero.
Io ho assaggiato crema speziata di carote e mais, cake di melanzane e pomodorini, bicchierino di mozzarella di bufala e pomodorini con olioextravergine di oliva, salmone marinato e salsa di senape, cous cous tricolore...tutto molto buono.
Il vino abbinato al grande monopiatto era il Prabì Igt Trentino di Cesconi, un ottimo (nel rapporto qualità/prezzo: siamo a 7,5 euro a bottiglia) bianco da uve Manzoni, Riesling e Pinot Bianco., molto piacevole a bersi. I Cesconi sono vignaioli di antica data, dal 1751!
Sandra si aggirava fra i tavoli, a spiegare, a consigliare...molto "chiccosa" con la sua giacca bianca e risvolti rossi (non esistono ancora foto, ma rimedieremo).
Lode al patron Andrea Gazzera, gran conoscitore di vini e collezionista di magnum (impressionante la presenza di quest'ultime sul bancone di vendita) con un unico appunto: fai preparare anche i dolci da Sandra e includili nel brunch magari con un "piccolo" ritocco al prezzo (15 euro).
Durante il pranzo ho scoperto l'esistenza di un sale speziato buonissimo, usato dalla cuoca, e prodotto in Galles da Halen Mon: si tratta del Spice Sea Salt con erbe bio fra le quali cumino, coriandolo, cannella, zenzero...strepitoso!
I prezzi onestissimi praticati al dettaglio da RossoRubino mi hanno incentivato ad uscire dal locale a mani "piene": una bottiglia di Trebbiano d'Abruzzo 2005 di Emidio Pepe, una di Ageno 2004 di La Stoppa e una chicca di birra artigianale toscana, la Bruton di Bruton.
Banzai Sandra, Banzai Andrea!

www.untoccodizenzero.it 

www.rossorubino.net

www.halenmon.co.uk
www.cesconi.it



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categorie: amici, ristoranti, vini italia, grandi cuochi, vini triplaa/vini veri
domenica, 03 giugno 2007

I vini del Pashà

DSCN0236
Sera del 30 maggio: dalle vetrate della sala ristorante del Museo Carpano al primo piano di Eataly tutto appare più bello, a cominciare dalla vecchia fabbrica di auto del Lingotto ora sede di centri commerciali, auditorium , museo d'arte, università...un gran bel posto.
A breve la sala si sarebbe riempita dei soci di Slowfood Torino-città, confluiti a saggiare l'estro della brigata del ristorante Pashà di Conversano (BA), nome emergente del Sud Italia, una brigata che si è dimostrata rigorosa e attenta.
Il Pashà sorge nell'incantevole piazza normanna di Conversano, si avvale del giovane entusiasmo del patron Antonello Magistà (ottimo sommelier) e della geniale capacità della cuoca e mamma Maria,  che ha saputo attualizzare i piatti della tradizione contadina pugliese e che lavora con passione per la loro salvaguardia (grazie signora Maria!).
Antonello Magistà è emozionato di trovarsi a Torino, non sa che anche noi Torinesi siamo emozionati di averlo qui tra noi e che lo ringraziamo per il lungo viaggio che ha fatto portandosi dietro una carovana di taralli, orecchiette di grano arso, taralli, bottiglie d'olio e di vino... stasera ci sono dei soci Slowfood venuti apposta dalla Liguria per riassaporare i piatti del Pashà, ah la forza della grande cucina...
DSCN0238In questa foto sono visibili da sx a dx: Antonello Magistà, Eric Vassallo (Slowfood Torino), Enza (sorella e aiuto di Maria), Simona ( ottima direttrice di sala- Eataly) e mamma Maria Magistà...non visibili ma bravi altrettanto gli altri componenti della brigata Pashà fra cui due cuochi stagisti stranieri: un brasiliano e una giapponese. Notare l'allegria del gruppo che al momento della foto non aveva ancora stappato le bottiglie del vino...
DSCN0243Il menù comprendeva: sfornatino di sponzali con fonduta di pecorino di masseria, minestra di fave  e cicorie in crosta di pane, orecchiette di grano arso con cacioricotta,pomodorini e basilico (da urlo!), cartoccio al forno con agnello,patate e lampascioni (altro urlo!) e souffle di mandorla e arancia con salsa di cioccolato amaro; inoltre deliziosi piccoli panini di diversa fattura, taralli fatti in casa e uno straordinario olio extravergina d'oliva del Frantoio D'Orazio altra nota realtà di Conversano, terra di Puglia.
E finalmente parliamo dei vini pugliesi, scelti da Antonello in modo sapiente, spesso bistrattati qui al Nord ma che stanno crescendo da un punto di vista qualitativo e d'immagine grazie al lavoro di alcune giovani realtà aziendali oltre naturalmente a quello dei grandi come Antinori & co.
Come inizio Antonello ci ha proposto una "bollicina" del Sud, il Metodo Classico Riserva Nobile 2002 delle Cantine D'Araprì, da uve Bombino bianco, un'uva autoctona portata a San Severo di Foggia dai Templari di ritorno dalle Crociate.
Un vino che mi ricorda nei profumi e nel gusto, molto particolare, il vino bianco dei libanesi di Chateau Musar.
D'Araprì è l'unica azienda, nata nel 1979 dal sodalizio di tre amici, a concetrare la propria attività nella produzione di spumante con il metodo classico. (Bravi!)
DSCN0253A seguire due vini dell'azienda Alberto Longo, che dal 2000 sta facendo ottime cose in quel di Lucera (FG) dando ampio spazio alla rivalutazione dei vitigni autoctoni pugliesi: per primo Le Fossette 2006 da uve Falanghina di Lucera (da non confondere con la Falanghina Campana) e Le Cruste 2005 da uve di Nero di Troia.
Molto piacevole il Falanghina mentre il Le Cruste 2005 ha bisogno di stare ancora un'anno in bottiglia per essere apprezzato in pieno (infatti Antonello parla di alcune magnifiche Magnum 2004 aperte qualche giorno prima a Conversano...sigh!)
DSCN0251La vera sorpresa della serata è stata, a detta anche di alcuni esperti presenti al mio tavolo, una bottiglia di un piccolo produttore di Manduria (TA): l'Old Vines 2004 di Gaetano Morella da uve Primitivo. Morella è un' azienda agricola nata nel 2000 , che possiede cinque ettari di vigneti antichi di uve primitivo e malbek a solo due chilometri dal mare e  si avvale dell'opera di una winemaker australiana, Lisa Gilbee (moglie di Gaetano Morella), molto brava a lavorare con le uve del Sud Italia. Veramente un'ottima bottiglia e una azienda da seguire con attenzione, anche se per ora non possiede un sito web (unica nota dolente...)
DSCN0255Alla fine abbiamo stappato una bottiglia di delizioso Passito Le Briciole 2001 da uve Malvasia Bianca e Chardonnay della Masseria Monaci di Copertino (LE), famosa per il suo ottimo lavoro sulle uve autoctone di Malvasia Nera e Negroamaro.
Un gran bel viaggio fra ottimi piatti e ottimi vini! Grazie di cuore amici del Pashà, spero che tutti quelli che hanno in programma una vacanza estiva nelle terre di Puglia facciano un salto a trovarvi in quel delizioso paese normanno che è Conversano e possano ritrovare quei gusti della vera cucina contadina meridionale a rischio di scomparsa.
Quando tornate a Torino?

www.pashaconversano.it
www.frantoiodorazio.it
www.darapri.it
www.albertolongo.it
www.masseriamonaci.com
morella - tel.0999713967






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martedì, 29 maggio 2007

Il Gioco del Piacere

img_oliva
Ho scelto questa splendida immagine, tratta dal sito dell'Azienda Olio&Olivi-Ursini, come emblema della serata  Slowfood ,svoltasi il 24 Maggio, presso il ristorante Magorabin di Torino, dedicata al  3°Gioco Del Piacere-Extravergini d'Italia a confronto.
La serata che ha coinvolto 80 ristoranti, altrettante condotte Slowfood, per un numero di circa 3000 partecipanti, ha avuto un grande successo e una parte considerevole del merito va al "guru piemontese delll'olio d'oliva" Eric Vassallo che sa come trasmettere passione per un alimento tuttora poco conosciuto e sicuramente sottostimato.
Gli olii degustati sono stati 4, rigorosamente da bottiglie rese anonime, tutti italiani naturalmente...
Ecco la classifica nazionale pervenuta a fine serata in ordine di piacevolezza:
1° classificato: Olio Extravergine Cetrone Fruttato Medio - Az. Cetrone - Sonnino (LT): una azienda che esiste da 160 anni e possiede 100 ha di oliveti per un totale di 20.000 piante, con una prevalenza della monocultivar Itrana. Questo risultato testimonia l'impegno di rinnovamento espresso dalle aziende olearie laziali.
2°clas.: Olio Extrav. Dop Umbria Assisi-Spoleto Colleruita - Az. Agricola Viola - Foligno (PG): un blend di Moraiolo, Frantoio e Leccino da una azienda che possiede 14 ha di olivetri ed è "vecchia" di 150 anni.
3° clas.: Olio Extravergine  Opera Mastra - Az. Olio&Olivi- Fossacesia (CH): un mix di Gentile, Ascolana e Nebbio.
4° clas.: Olio Extravergine Laudemio - Fattoria di Grignano - Pontassieve (FI): una fattoria con 200 ha di oliveto.
La condotta di TorinoCittà ha votato come primo per piacevolezza l'olio laziale, a seguire l'umbro, il toscano e l'abruzzese.
La serata si è conclusa con una grande cena elaborata, sul tema degli abbinamenti cibo-olio, dal giovane chef "rasta" Marcello Trentini, uno dei talenti torinesi in viaggio verso la "stella" (qui trovate un video in cui Marcello spiega i lavori che ha in progetto  per rinnovare l'arredamento del suo locale, da vedere assolutamnente: http://www.youtube.com/watch?v=icj6WAo3StA)
il tutto innaffiato dai vini delle aziende friulane Edi Keber e Roberto Picech (da urlo il suo Collio Pinot Bianco 2005 !)
A tutti i partecipanti è stato fatto dono della Guida agli Extravergini 2007, appena stampata da Slowfood Editore e dove per la prima volta compare anche un Extravergine del Piemonte: l' Evento di Piero Veglio da Moncalvo (AT).

www.magorabin.it
www.cetrone.it
www.viola.it
www.ursini.it
www.fattoriadigrignano.com
www.picech.it










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categorie: amici, ristoranti, vini italia, olioeolive
sabato, 26 maggio 2007

Pashà a Torino

pashà
Grande notizia:  dalla bella e lontana perla di Conversano (BA) arriva a Torino la carovana del Pashà, celeberrimo ristorante di Puglia; farà tappa a Eataly il 30 di maggio per una cena organizzata dalla condotta di Slowfood-Torino Città.
 L'amico Erik Vassallo in uno dei suoi viaggi-gourmet per l'Italia ha scoperto questa magione del cibo e del vino di qualità, se ne è innamorato, forse l'hanno "corrotto" con una bottiglia di olio extravergine (sua grande passione...) e come per magia eccoli in procinto di conquistare i cuori torinesi.
Pashà, dal persiano padeshah - re, è il soprannome di Antonello Magistà che con la mamma Maria ai fornelli, contribuisce a dare lustro alla cucina di una zona d'Italia troppo spesso a torto trascurata.
Il menù è nella sua essenziale semplicità contadina da urlo: sfornatino di sponzali con fonduta di pecorino di masseria, minestra di fave e cicorie in crosta di pane di Altamura, orecchiette con rucola,cacioricotta e pomodorini, cartoccio al forno con agnello, patate e lampascioni....
Antonello che possiede una cantina con 700 etichette porterà anche i vini, fra cui voglio segnalare la presenza di un metodo classico da uve Bombino in purezza di D'Arapri,  a seguire due bottiglie della Azienda Alberto Longo di Lucera  (sito web da lode): Le Fossette a base Falanghina e Le Cruste da uve Nero di Troia, e per finire l' Old Vines Primitivo di Morella giovane azienda di Manduria (TA).
Se volete essere della combriccola fate presto a prenotare, i posti rimasti sono pochi...

www.slowfoodtorino.com
www.eataly.it
www.pashaconversano.it
www.albertolongo.it
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mercoledì, 02 maggio 2007

Un Cuore di ristorante

roma3
Fine aprile di allegria e gita a Roma, città di eterna bellezza e fascino ammalliatore, a trovare due grandi amici: Giuseppe (nella foto mentre si gusta un Habana autentico...), ricercatore di medicina naturale e Mara (Maruzzella) neopatrona di un carinissimo ristorante sito in pieno centro, a due passi da Largo di Torre Argentina, il ristorante si chiama Cuore-Cucina Sentimentale, e già il nome è tutto un programma.
Mara è una donna di grande cultura con cui è piacevole soffermarsi a chiacchierare, è una esperta blogger, profonda conoscitrice del mondo del cibo e del vino (soprattutto bollicine...) , è amante dei sigari e ha avuto la capacità di trovare un ottimo chef per il suo ristorante, trattasi del giovane e talentuoso Mario Amari, di origini e "profumi" siciliani...
I piatti che ho degustato mi hanno aperto una porta sulla cucina del Centro-Sud Italia e sulla sua bontà fatta di alimenti semplici ma preziosi: la pasta, il pomodoro, l'origano,il cacio, le fave fresche,il pesce, la mozzarella, il pane fatto in casa,l'olio...tutto riporta alla genuinità e alla salvaguardia dei prodotti tipici...in questo ristorante non c'è traccia di omologazione, di standarizzazione: ogni piatto è originale nel suo semplice e delicato accostarsi alla tradizione, qui patrona e chef vogliono portare al desco piatti che sappiano trasmettere il "cuore" di chi produce le materie prime,di chi le trasforma. e di chi le serve.
Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal dilungarsi di Mara sui fornitori della sua cucina mentre mi portava a visitare la cantina (che bottiglie!) e il magazzino sotterraneo (c'è pure un resto di marmo antico romano da vedere e toccare, dicono porti fortuna...), e sull'importanza della scelta delle materie prime; devo dire che questo è uno dei primi casi che mi capita di incontrare in cui il ristoratore mette in risalto i fornitori, a breve credo che compariranno anche sul menù...
Mentre assaggio i piatti preparati da Mario Amari, bella mano con ampi margini di miglioramento e questo gli dà la possibiltà, nel prossimo futuro, di divenire un grande chef, penso ai prodotti che stanno dietro a queste preparazioni: all'olio extravergine d'oliva Colle dei Frati Sabina dop prodotto dalla simpatica famiglia Rosati in quel di Coltodino (RT), alla superba pasta di Gragnano prodotta dal piccolo pastificio artigianale Faella; per Mara questi sono il vero olio e la vera pasta...
Applausi anche per i diversi tipi di pane prodotti in casa da Mara con lievito naturale e farine biologiche dell'ottimo Molino Conti di Castel Madama (RM) che lavora da tre generazioni con l'antico metodo della macinazione a pietra.
Sulla carta dei vini ho visto alcune chicche, fra cui un Pinot Grigio 05 di Borgo San Daniele che mi attirava assai, ma Mara-Amorino ha scoccato una delle sue frecce scegliendo di aprire una bottiglia di Valle d'Aosta Nus Malvoisie di La Crotta di Vegneron cooperativa in quel di Chambave (AO), tanto per farmi sentire vicino alle mie natie montagne...un ottimo rapporto qualità-prezzo, piacevole alla beva, fresco e minerale.
I piatti degustati meritano spazio e commenti in un ulteriore post, nel frattempo non mi resta che consigliarvi di andare a trovare Mara e Mario al loro ristorante Cuore prima che diventi un luogo di culto con lista d'attesa lunga così...con tanti stranieri (a proposito qui le lingue le parlano davvero a cominciare da un'ottimo tedesco), e non andate via senza aver assaggiato una fetta del Parma stagionato 20 mesi della Antica Ardenga che tengono nascosto in cantina fra resti romani e grandi baroli...


Ristorante Cuore
Via Monterone 14 - 00186 ROMA
tel. 06 68801687
www.ristorantecuore.it
http://ilblogdicuore.wordpress.com/

www.rosatiagriolio.it
www.regione.vda.it/agricoltura/vini/coop-vegneron.asp
www.anticaardenga.it
www.ifen.net (a proposito delle ricerche di Giuseppe)

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martedì, 27 febbraio 2007

Quattro bottiglie, Tre Monti

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Questa foto rappresenta una importante realtà vinicola dell'Emilia Romagna, l'azienda Tre Monti di Imola (BO), che ho avuto l'onore di incontrare qualche sera fa durante una cena organizzata dalla Condotta Slowfood di Torino Città al ristorante Spazio presso la prestigiosa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
La serata verteva sulle proprietà dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, ottimamente rappresentato dall'Acetaia Malpighi, e sul suo uso in cucina, e qui dobbiamo applaudire ai piatti preparati dal giovane chef Daniele Santovito che insieme a Marilena Fogliatti è il cuore di questo raffinato ristorante.
Ma il clou della serata è stato l'incontro con Vittorio Navacchia e sua moglie Roberta, ambasciatori dei vini Tre Monti...e che ambasciatori, disponibilissimi, di una semplicità e di una umiltà che indica una vocazione a rispettare le idee altrui e un impegno "vero" nel sociale (loro non lo hanno detto ma io so che è così), oltre un grande amore per la loro terra e i loro vini.
Il primo vino assaggiato è stato un Albana di Romagna Vigna della Rocca 2005, seguito da un piacevolissimo Colli d'Imola Boldo 2004  taglio di sangiovese di romagna, merlot e cabernet sauvignon (di cui ho sentito parlare bene anche da Sandro Ostorero patron del Phoenix di Condove, uno dei migliori palati del Piemonte...), al centro una superba bottiglia Sangiovese di Romagna Superiore Thea 2004 che ha però ancora bisogno di riposare in cantina per esprimere al massimo le sue potenzialità (grandi voti da tutte le guide!) e a chiusura di una serata tutta di scoperte una piccola ma deliziosa bottiglia di Albana di Romagna Passito 2005.

.

albana
L'azienda Tre Monti si compone di due poderi uno a Imola, dove nasce agli inizi degli anni Sessanta e dove oggi si cerca di potenziare la coltivazione delle uve per i vini bianchi, e uno sulle colline di Faenza, a Petrignone, prospiciente il mare Adriatico, dedicato ai grandi vini rossi; il tutto per un totale di circa 55 ettari. Il metodo di coltivazione scelto è quello della lotta integrata e ultimamente è cresciuta in loro anche la consapevolezza di usare meno chimica in cantina e di lasciare che i vini esprimano, ogni anno in modo diverso, le loro peculiarità...insomma un albana è un albana, ed è inutile cercare di imitare uno chardonnay (bravi!).
Parlando a fine serata con Vittorio e Roberta ho fatto loro notare che alcune parti del loro pur ben fatto sito web erano da aggiornare e sviluppare... e con grande meraviglia pochi giorni dopo ho scoperto che avevano aggiornato tutto quanto (detto-fatto), stupore di fronte alla velocità di trasformare in realtà qualcosa che era solo parole, svegli non solo in vigna e in cantina...
Il prossimo 5 marzo, a Piacenza, nella prestigiosa cornice della "Volta del Vescovo" l'azienda Tre Monti sarà presente alla degustazione organizzata da Mosaico Piacentino insieme a Convito di Romagna...guardate i siti web per identificare le aziende partecipanti e poi scaricate l'invito e volate a Piacenza...
Voglio concludere con una foto in cui si vedono Vittorio e suo fratello David che camminano in mezzo alle loro vigne, chissà se pensano a qualche nuovo vino...

tremonti due fratelli
www.tremonti.it
www.ristorantespazio.com
www.acetaiamalpighi.it
www.mosaicopiacentino.it
www.convitodiromagna.it


 


postato da: rusvitt alle ore 15:37 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: amici, ristoranti, vini italia, vini autoctoni, grandi cuochi
foot

Chi sono

Blogger: rusvitt
Nome: Vittorio
ho anche un altro blog: http://cavorettoedicola.blogspot.com

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